14/04/2012
La morte del calciatore Morosini e la Divina Misericordia
La improvvisa morte del calciatore bergamasco Piermario Morosini, “entrata” in tutte le case tramite la tv, spinge ciascuno di noi a riflettere. Personalmente ad ogni morte improvvisa (incidenti, malori, disgrazie in genere) della quale vengo a conoscenza oltre a pregare per quell’anima ritorna in me, forte, la consapevolezza della caducità della vita e della assoluta transitorietà di essa e soprattutto mi tornano in mente le parole di Gesù “Vegliate e pregate”, perché appunto non sappiamo né il giorno né l’ora. Non è il caso di fare gesti scaramantici: la morte è un evento ineluttabile cui il cristiano deve pensare senza ossessione e con serenità.
E occorre essere pronti, farci trovare pronti: il Vangelo è pieno di insegnamenti del Signore riguardo ciò. Non voglio fare prediche: spero che domani le ascolterete dai Sacerdoti.
Già. Domani. Domani, 15 aprile non è una giornata qualsiasi: è la Festa della Divina Misericordia, Solennità introdotta da Sua Santità Giovanni Paolo II proprio pochi anni fa. Come moltissimi sanno tale ricorrenza è stata voluta direttamente addirittura da Nostro Signore attraverso delle prodigiose rivelazioni alla santa polacca suor Faustina Kowalska che, appunto, ha trasmesso al mondo intero (ed alla Chiesa in primis) tale volere Divino. Gesù ha voluto espressamente che la prima Domenica dopo Pasqua (quella che una volta veniva definità Domenica “in albis”) venisse dedicata alla Divina Misericordia.
In tale giornata, infatti, la Chiesa concede un dono grandissimo a chiunque vuole riceverlo: la indulgenza plenaria , ossia la remissione totale di tutte le colpe e di tutte le pene che avremmo dovuto scontare per i nostri peccati. E’ una circostanza eccezionale: praticamente l’anima che lucra tale indulgenza ritorna alla “innocenza battesimale” e nel momento in cui attinge a questo straordinario dono è totalmente cancellata ogni pena ed ogni colpa, proprio come un bimbo appena nato che ha solo la ferita del peccato originale.
Naturalmente per poter avere l’indulgenza plenaria occorre recarsi in qualsiasi chiesa durante la giornata di Domenica 15 aprile (Festa della Divina Misericordia), partecipare alla Santa Messa e fare la Comunione (chiaramente per accostarsi alla Comunione occorre essere in grazia di Dio: nel caso si versi in situazione di peccato mortale è necessaria la Confessione Sacramentale, da fare al massimo entro otto giorni dall
a Domenica) e dire delle semplici preghiere: il Credo, un Padre Nostro o un Ave Maria secondo le intenzioni del Papa. Tutto qui: come si vede la mIsericordia di Dio è davvero infinita ed accessibile a tutti proprio perché Dio vuole la salvezza di tutte le anime e da A TUTTE continue opportunità: naturalmente Egli non violenta la nostra libertà di cui ha il massimo rispetto.
Diciamo il nostro piccolo grande “si” a Dio: attingiamo alla fonte del suo Amore e della Sua Misericordia finchè siamo in tempo. Perché davvero non possiamo prevedere quando saremo chiamati da Lui.
19:46 Scritto da: dematteiscosimo in LA CONFESSIONE, PREGHIERE, RIFLESSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la morte del calciatore morosini e la divina misericordia, andare a messa, la domenica, terzo comandamento, piermario morosini, morte improvvisa, confessione sacramentale, la domenica della divina misericordia, la morte del calciatore morosini e la divina misericordia, beato giovanni paolo secondo, suor faustina, santa faustina kowalska, il culto della divina misericordia, indulgenza plenaria | OKNOtizie |
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29/12/2011
Il Vescovo Talucci, l'omosessualità ed il Magistero della Chiesa
Anzitutto un plauso -che forse apparirà insignificante o, addirittura, potrà esser accolto in modo malevolo e/o sgradito dagli stessi destinatari- a quelle Testate che non si sono lasciate "intruppare" dallo strumentale attacco al Vescovo di Brindisi (che, in definitiva, è un attacco all'intera comunità cattolica dei credenti in Cristo). Bravi: continuate a restare distanti da certe campagne.
Per il resto c'è ben poco da aggiungere, almeno per ora preferiamo così. Il cristiano (che secondo quel bizarro personaggio televisivo è un "cretino" , anche per un discorso etimologico) è portato a perdonare, amare il nemico e pregare per i persecutori. E questo facciamo e faremo. Se riterremo opportuno metteremo, con la libertà dei figli di Dio, i puntini sulle i. Non avremmo remora alcuna ad affermare le enormi storture che abbiamo già colto. Ma, ripeto, per ora restiamo silenti ed oranti. Quando la puzza di zolfo diventerà insopportabile non potremo più tacere.
Ma fin da ora diciamo: amiamo sinceramente Padre Arcivescovo. E lo amiamo, sinceramente, fin da quell'Anno giubilare durante il quale il Beato Giovanni Paolo II volle inviare Mons. Rocco Talucci a guidare la nostra Diocesi. E pazienza se poche mele marce (anzi: dato il di lui compito prettamente pastorale potremmo a giusta ragione dire "pecore nere" o smarrite) non sopportano lo splendore della Verità.
cosimo de matteis
Il Beato Giovanni Paolo II e Mons. Rocco Talucci:sotto lo splendido Pontificato di Papa Woytjla divenne Vescovo (Consacrazione Episcopale 25 marzo 1988). E fù lo stesso Beato a volerlo alla guida della Arcidiocesi di Brindisi il 5 febbraio del 2000 -in pieno Giubileo!- che amorevolmente e con zelo pastorale grande guida ancora oggi. Lo straordinario pontificato di Giovanni Paolo Magno ha fra i suoi frutti il Catechismo della Chiesa Cattolica: di tale fondamentale testo del Magistero riportiamo alcuni articoli riguardanti la omosessualità:
2357 L'omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un'attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf ⇒ Gen 19,1-29; ⇒ Rm 1,24-27; 2357 ⇒ 1Cor 6,10; ⇒ 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.
2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.
2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.
http://www.vatican.va/
17:09 Scritto da: dematteiscosimo in MAGISTERO DELLA CHIESA, RIFLESSIONI | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: il vescovo talucci, l'omosessualità ed il magistero della chiesa, brindisi, chiesa cattolica, pastore, luce, tenebre, monsignor talucci, vescovo di brindisi, beato giovanni paolo secondo, campagne mediatiche, pecorelle smarrite, testate giornalistiche, notizie, non notizie, cosimo de matteis, faziosità, stalinismo, acidità, zolfo, omosessualità, magistero, dottrina | OKNOtizie |
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